domenica 14 ottobre 2012

Corte Franca...... puntellata!

Chiunque entri in Corte Franca dalla strada principale, da due anni a questa parte, all'altezza della Piazza di Franciacorta, impatta nella decadente immagine del totem incrinato da un incidente, puntellato da quattro assi e lasciato al pubblico commento.
Io stesso tutte le sante mattine, e tutte le sere al ritorno, nutro la speranza del cambiamento, ma invano.
Non sono frate indovino, ma immagino che chiedendo spiegazioni agli amministratori ci si possa attendere la risposta solita e collaudata "non ci sono più soldi".
Mi rifiuto di credere che da qualche parte, dai 960.000 euro arrivati dall'Esselunga, dai 500.000 euro arrivati dallo stato, non si riescano a recuperare quattro palanche per ridare dignità a questa struttura: intanto potevano essere usati i soldi spesi per i meravigliosi cartelli installati il giorno dopo le elezioni, quando già il totem era ahimè inclinato e puntellato, e che hanno immerso Corte Franca nella storia....del medioevo.
Ci sono già tante cose brutte: prima di combinare altri guai salviamo quel pò che resiste!
Pulizia, decoro, attenzione alle piccole cose, contribuiscono a rasserenare gli animi, sperpero e noncuranza no.

Massimo Bonardi

mercoledì 3 ottobre 2012

Dal Giornale di Brescia del 3 ottobre 2012



Leggendo l’articolo del giornale di Brescia, corre l’obbligo correggere delle imprecisioni e fare alcune considerazioni:
Imprecisioni: l’articolista cita un debito fuori bilancio e lo giustifica come conseguenza del pagamento di fatture di fornitori, questo non è esatto in quanto se fosse così non si sarebbe dovuto utilizzare la formula del debito fuori bilancio perché il debito verso fornitori deriva da opere ben individuate in bilancio e per le quali esiste un preciso capitolo e conseguente impegno di spesa.
Il debito fuori bilancio, si giustifica solamente a fronte di eventi eccezionali per i quali nel bilancio non era stata valorizzata oppure era stata sottostimata la relativa voce di spesa, non rientra nel caso di specie in quanto, pare si tratti di manutenzioni ordinarie eseguite o fatte eseguire senza che a bilancio ci fosse la necessaria provvista. Leggi (mancata programmazione).
Considerazioni:il bilancio a suo tempo presentato in pompa magna con una assemblea pubblica era apparso subito anche a chi di amministrazione ne mastica poco, quanto meno inverosimile perché, si basava al 90% su introiti sperati ( vendita dei locali Bar sport, incentivi fotovoltaico fondi regionali ecc. ) ma un vecchio detto recita ( chi vive sperando, muore ……….) chi aveva sollevato dubbi sulla tenuta del bilancio in quella occasione, è stato messo a tacere con arroganza dagli amministratori presenti, come una persona che volesse fare a tutti i costi dell’ostruzionismo raccontando frottole, i fatti però danno ragione a quella persona.
Ora una domanda sorge spontanea, se invece di liquidare tutti come degli incapaci, la nostra giunta di massimi esperti, avesse ascoltato quegli incapaci, ora avremmo tutti questi problemi?
Nel mio piccolo mi pare di poter serenamente dichiarare che se invece di sprecare i 930.000 Euro di Esselunga, invece di sperperare i circa 500.000 Euro di maggiori ristorni dallo stato, ci si fosse impegnati in una programmazione seria guardando un pochino più lontano della punta del naso, ora dedotte le sanzioni da pagare per il non rispetto del patto di stabilità 2011 ci sarebbero circa 1.200.000 Euro a disposizione per coprire un bilancio si molto magro ma che permetterebbe di evitare la vendita a tutti i costi dei beni pubblici, permetterebbe di pagare quei fornitori che aspettano il loro sacrosanto compenso, permetterebbe di avere qualche soldino per gli interventi più urgenti.
Quello che succede è la dimostrazione impietosa che non si diventa amministratori della cosa pubblica quando non si hanno le capacità di programmazione indispensabili per gestire una comunità, non basta essere stati amministratori nei 5 anni precedenti nei quali si è vissuto di rendita sul lavoro di altri che provvedevano ad accedere a tutte le risorse possibili pur di procurare i fondi necessari alla gestione della comunità, consapevoli che quanto necessario non piove dal cielo che nessuno ti regala nulla che bisogna lavorare tutti i giorni con obiettivi anche lontani nel tempo non pensando solo all’esigenza del momento ma programmando per tempo tutto, la cosa pubblica ( ma nemmeno la cosa privata ) non si amministra tappando i buchi, così si va solo verso il fallimento.

Domenico Simonini